“…..Nelle Opere di Moretti spesso le figure sono viste di spalle:

non hanno quindi un volto o connotazoni; qualcosa di esse

può anche sembrare una maschera…

Ognuno di noi allora, osservando le sue tele, anche le più recenti,

può dare un volto a quelle figure: indovinarne il sorriso o il ghigno,

vederlo solcato di lacrime o lacerato dall’urlo;

pensarlo come quello di una statua o di un robot.

Moretti è quadrimensionale nella sua nervosa o morbida pennellata.

Ti assale o fa le fusa. Ha ritmi di follia e di saggezza.

E’ un gatto. Come il mio. Un amico gatto.”

(Lino Castro)