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Autoritratto


Schizzi

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Come una rosa


“Seduto sulla mia sedia

gialla e rossa

guardo quella ringhiera

bagnata e fredda

vedo che vi si è poggiata una rosa

sbocciata d’inverno.

Nel mio sguardo si riflettono

alberi spogli ma penso a te

e dal passato

mi torni alla mente

bella come una rosa.”

(Ennio Moretti)

Cari Amici…


Ancora commosse e sorprese per la bellissima serata

di giovedì 13 Novembre,

alla Trattoria al PONTE STORTO – VENEZIA

http://www.alpontestorto.com/

sentitamente ringraziamo  TUTTI per l’affettuosa partecipazione,

in particolare il Presidente CAV. ALFREDO KOGLER

e il Professor FLAVIO ANDREOLI,

che  hanno presentato  mirabilmente

L’ANTOLOGIA di OPERE del nostro caro ENNIO.

Pittura

 Nel ringraziare  ancora ALBERTO E NICOLA

della TRATTORIA AL PONTE STORTO

per la squisita ospitalità,

cogliamo l’occasione per ricordare che la MOSTRA

rimarrà aperta fino al 15 Dicembre 2014.

Annalisa e Maria Luisa Moretti

pittore veneziano

pittore veneziano Ennio Moretti

Mio cugnà xe un “ARTISTA”


scultura in vetro

“Fin da picolo el ghe ne gà combinà de tuti i colori.

Ghe piaseva cussì tanto colorar e robe, che anca da toso el gà continuà…Prima

coe case e palassi a Venezia, e dopo co tele, quadri, farfae in Friuli e…murales in

Fornasa a Muran. Za ch’el gera a Muran, ghe xe venìo vogia de colorar anche el

vero…e, el ga fatto: sculture de visi, man coeombi…Par ultimo el se gà messo

anca a zogar coe paroe…Anca qua el gà inventà Poesie de amor, de sentimento e

de tutti i colori…

Tutt’ora, quando che se trovemo in compagnia, se ti gà qualche nuvoea grigia par

ea testa…con ea sua simpatia, el colora anca quea…cussì el te fa passar tutti i

bruti pensieri.

Grazie CUGNA’…ti xe proprio un ARTISTA!”

(Lele)

Ciao Papà


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“SUL DOLORE”

(Kahlil Gibran)

E una donna disse: Parlaci del Dolore.

E lui disse:

Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.

Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.

E se riuscite a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;

Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi.

E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore.

Gran parte del vostro dolore è scelto da voi.

E’ la posizione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.

Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio.

Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell’Invisibile,

E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.

 

Casa


Casa

GianLuca


GianLuca

 

RITRATTO

“”E’ il Ritratto fatto ad un mio amico una sera nel garage di casa.

Il Papà ha detto a GianLuca:

“Fermo…non ti muovere”

Ha preso una tela già dipinta con un altro soggetto, l’ha capovolta e ha cominciato il Ritratto.

In venti minuti circa…era finito!

Ed è proprio LUI: è identico!

Il Papà ha regalato il Ritratto a Gianluca quando si è sposato!

GRAZIE GIANLUCA…per aver condiviso questo tenero Ricordo di Papà!

(Annalisa Moretti)

OPERE CHE NARRANO….


del mio caro papà ENNIO MORETTI

“Gentili amici, sono la figlia di Ennio, il pittore veneziano che, attraverso questo Blog, avete imparato a conoscere.

Lungi da me la pretesa di critica e giudizio artistico delle sue Opere…sono desiderosa di continuare a percorrere insieme a Voi, i  passi e  le tappe del suo lavoro, che a me sembra….un”viaggio esistenziale”.

Penso infatti, che le Opere del mio papà, incarnino l’ansia e l’inquietudine dell’umanità in “cammino” che, dalla fatica di una dimensione terrena, tenta di proiettarsi verso l’infinito.

Nei suoi lavori, colgo il desiderio di conoscenza di sé e di senso dell’esistere. Elaborazione, movimento, esodo dell’anima pervasa, ricerca della via: sentiero -luminoso o tenebroso che l’uomo sceglie di percorrere come girovago, nomade, viandante…come commerciante o pellegrino-.

Secondo me le Opere di mio papà sono Opere che narrano di:

di madri…come mistero della vita,

di maschere-saltimbanchi (senza cuore, casa o patria….ferite-usate-manipolate),

di cristi umiliati, uccisi, redenti,

di forme dell’anima, o del riposo….delle salite e delle discese…degli orizzonti o dei limiti,

di figure visionarie, quasi mitologiche…che si alternano a realtà drammatiche.

PITTURA!     Come ricerca, racconto, vocazione.

ARTE!             Come festa del cuore, ma anche musica senza note.

COLORE!       Per liberare l’anima da ogni gravità.

SCULTURA!  Come simboli che…nella trasparenza del vetro, liberano l’uomo da contesti e ritmi imposti.

Davanti alla tela, il mio papà sembrava dire:

“Mi siedo al margine della strada,

il guidatore cambia la ruota.

Non sono contento di dove vengo.

Non sono contento di dove vado.

Perchè allora guardo il cambio

della ruota con impazienza?”

(Bertold Brecht)

Gentili Amici, credo che nella metafora del “viaggio”, come un moderno “Ulisse”, il mio papà ha incontrato sé stesso negli occhi dei vecchi, delle madri, dei giovani, dei giganti e degli spiriti.

Con le sue Opere, secondo me, Egli ha voluto descrivere l’archetipo di un’Esperienza Esistenziale”

E’ con tanto entusiasmo che vorrei Ripercorrerla e Riscoprirla assieme a Voi.

Annalisa Moretti

dedicata al mio papà


ANNALISA

magica Luce….


…….a Venezia…….

e nel cuore!

(Luisa e Annalisa)