Category: Recensioni


Autoritratto


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GRAZIE REBECCA ANTOLINI..http://rebeccaantolini.wordpress.com/.

per il gradito pensiero, per la stima…

e per l’amore che cercate di eleggere e diffondere!

Annalisa

gioielli di carta

recensione di Orfango Campigli


“Al mio primo impatto con la pittura di Moretti, sono rimasto impressionato da una creatività figurativa con volti ritratti dalle sensibili espressività; è una pittura forte e sicura che raccoglie le emozioni altrui per essere trasmesse al visitatore.”  (Orfango Campigli)

Vittime del lavoro

 

Recensione di Mario Stefani


“Gioia e dolore in questi quadri giocano ognuno la propria parte silenziosamente, com’è d’obbligo. E quelle bocche aperte straniscono perchè pare non emettere alcun suono, ma disperazione per una condizione che non ha superamento. E’ ovvio ricordare così lo scrittore Franz Kafka e la sua forza metafisica.”  (Mario Stefani)

Vendemmia


“Nelle sue opere, Moretti, esprime la drammaticità, con le sue figure surreali, espressione del nostro disagio esistenziale. Egli racconta le grandi tragedie dell’umanità e i suoi quadri rappresentano  quasi un monito agli uomini a non ripetere gli stessi errori.” (Tommaso Dellisanti)


introspezione

“L’attività di Moretti non conosce soste. La materia che affronta nei suoi quadri gli offre il modo per una ricerca tenace, per uno studio inquietante di un’umanità in dolore, ridotta a volte maschera di una condizione esistenziale impossibile, disumanizzata, selvaggia.”  (Marcello Militello)

Premiazione a Venezia


Recensione di Stefano Zanus


…..Della sua pittura, la prima cosa che si nota e che la caraterizza sono le tracce violente ed i colori cupi. Tutti i suoi simboli, i suoi personaggi altro non sono che proiezioni di emozioni offerte dal mondo circostante, dai più intimi sentimenti della gente che conosce.

E’ così che i suoi arlecchini, i suoi pierrot diventano maschere tristi e le persone, mostri urlanti. In sintesi è un pittore di anime…..

(STEFANO ZANUS)


“Alla base della pittura di Ennio Moretti, stanno i nostri conflitti emotivi, la mancanza di adattamento alla situazione del momento, la perdita dell’equilibrio, l’incapacità di scegliere criticamente nei fatti della vita, gli sforzi inadeguati e superflui, gli stati di tensione, di nervosismo e di sdoppiamento,che ne derivano,con i loro logorati rapporti ed effetti sulle energie fisiche e morali e i conseguenti processi distruttivi aventi radici profonde nell’io, nel più intimo di noi.

“La paura, l’angoscia, la fame, la solitudine dell’arlecchino, l’allucinazione”, tanto per citare alcuni titoli delle sue opere più significative, offrono un’indagine mentale (ma anche spirituale) e un interesse per le comuni vicende che si trasferiscono da un concetto primario dominante, all’identificazione del simbolo-immagine che mette a nudo quanto di più segreto esiste nell’uomo, per scoprire la “situazione” implicante uno stimolo interno al comportamento su uno schema esterno che lo origina.”

recensione di Lino Castro


“…..Nelle Opere di Moretti spesso le figure sono viste di spalle:

non hanno quindi un volto o connotazoni; qualcosa di esse

può anche sembrare una maschera…

Ognuno di noi allora, osservando le sue tele, anche le più recenti,

può dare un volto a quelle figure: indovinarne il sorriso o il ghigno,

vederlo solcato di lacrime o lacerato dall’urlo;

pensarlo come quello di una statua o di un robot.

Moretti è quadrimensionale nella sua nervosa o morbida pennellata.

Ti assale o fa le fusa. Ha ritmi di follia e di saggezza.

E’ un gatto. Come il mio. Un amico gatto.”

(Lino Castro)